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| L'egocentrismo dei miei pensieri libero di filosofeggiare. E fare rumore. |
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ideale sopravvissuto
[...] Emozione, dicevo (scusa ma quando inizio mi lascio trascinare dal fascino delle parole e della prole di parole) e l'emozione è una delle poche cose certe in questa vita in questa realtà,
possiamo prenderci in giro continuamente, raccontarci piccole o grandi bugie per salvarci, per evitare, per schivare, per fingere, per rendere tutto più facile per ovviare la paura e vestirla degli abiti opposti a ciò che ci fa male, a ciò che temiamo, a ciò che non vogliamo riconoscere come tale.
L'emozione è il più dannatamente affascinante, spaventoso profondo e vero "essere" vivente, perfino quando è negato...
ma se lo si nega lo si tradisce e se lo si tradisce tradiamo tutto il costruito fino adesso, tradiamo il nostro cuore e la nostra anima e ciò che pensiamo ci dia vita ed energia. e poi... nothing compared to an exhausting emotion... quando essa ti assale, ti fortifica, ti strugge e ti penetra dentro come un ago infettato di forza ed essenza, e poi la sensazione che stagni dentro pare possa eruttare da un momento all'altro e allora cerchi di tenerlo, fino all'ultimo perchè è magnifico, perchè quanto più intensa è più dà vita e ti fa sentire vivo, la trattieni più che puoi senti che potresti anche morire rigonfio di quella cosa magnifica, lasci pericolosamente che giungi al suo stato massimo anche se non sai quale sia, un po' come quando ti lasci cadere e allora ecco che valichi quella sottile soglia tra l'equilibrio e l'immediato non equilibrio ma ciò che sta nel mezzo è il massimo punto raggiunto, oppure come quando fai l'amore che tutto ti risucchia in un vortice e allora l'emozione è magica, indescivibile e vorresti trattenerla all'infinito ma nel contempo desideri raggiungere l'apice, l'eccelso e quando valichi la soglia il cervello è già ubriaco e l'attimo è trascorso, quella frazione di secondo dove tutto è al massimo... e il limite è stato oltrepassato.
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scritto da paola accardo alle ore 10:53
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Acini d'uva e grilli loquaci
Scrivo fogli di buio deliziandomi con acini duva e certezze devianti.
I grilli dinverno fan cri cri a cinque centimetri sotto terra, perché fuori fa freddo, e come noi abili oratori o impediti e svogliati conversatori, anchessi nella fredda stagione rimangono a casa.
Porre il proprio orecchio a filo terra, per udire a cinque centimetri più in giù il loro vivere, perché comunicare è vita, e si vive anche dinverno.
Giorni che cambiano i seguenti,
stagnanti giorni non esistono poiché anche noia e stasi provocano unemozione
e lemozione muta e procura pensieri
e un pensiero indirizza il giorno verso scelte psico-motorie.
Camminare a lungo,
Leggere a lungo,
Pensare pensieri a lungo,
Sdraiarsi con la voglia di alzarsi,
ridere con chi, di chi. Per chi.
Per chi agiamo? Qualsiasi cosa avviamo allesistenza è frutto della nostra scelta. Ma in realtà, per chi scegliamo diversamente per noi stessi? Per quale parte di noi? Il nostro ES? IO? SUPERIO?
Cosa si permette che prevalga? Quanto ci si concede?
Quanto ci si concede a noi stessi, sì insomma, quante possibilità ci si dà?
Da qualche settimana a questa parte mi sono buttata a capofitto sul lavoro, sullo studio. Sul fare cose per cose. Studiare per dare alcuni esami, firmare per accettare e concordare,
proporre per organizzare, propormi per intraprendere un nuovo lavoro,
appuntare per non dimenticare e non mancare,
essere presente per non lasciare, camminare per non stare seduta, conversare per appagarmi,
sorridere per vivere.
Si desidera sempre di più ciò che non si ha. Sembra quasi che quando quel qualcosa ci accarezza le mani, non si riesce a sentirne profondamente la consistenza ma il formicolio dellessenza che lascia o ci si immagina se mai assaporato, si fa avanti con una leggera spietatezza,
che non logora ma ammalia e stuzzica.
E un soffio leggero travolge più di un vento spazzatuttoCerca cerca chi cerca trova chi cerca sogna e modella aggiungerei, modella e traccia linee proprie, che ripercorrono tremolanti i bisogni che imperano dentro ciascuno di noi. Lessere umano è un grande costruttore di realtà. Se folle e intelligente abbastanza riuscirà perfino a materializzarla.
Cerca cerca la ricerca costante di qualcosa perché luomo che dispone del minimo della libertà necessaria ad una degna sopravvivenza sfamarsi, dissetarsi, dimora confortevole e libertà dopinione è colui che si accontenta di meno lambizione è ammirevole, tanto quanto la capacità di accontentarsi di ciò che si ha. O si corre il rischio di dimenticarsi di ciò che si E.
Di perdere i contatti con i valori e i sentimenti nei quali si crede, che danno unandatura silenziosa ai nostri giorni.
E ancora estate. Ho udito stanotte i grilli fare cri cri e il buon odore dellerba bagnata. Non ho cercato ma deciso, succhiato e gustato attentamente un sapore che domani non so dove andrà. La pelle vuota di acini duva, perché da stanotte voglio deliziarmi solo della polpa. Scartando via pazientemente i semi. Grillano i grilli dinverno?..
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scritto da paola accardo alle ore 19:55
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LETTERA DA UN AMICO
QUESTA è UNA LETTERA MANDATAMI DA UN CARO AMICO, SI CHIAMA ODEH, è PALESTINESE e vive a JENINE, A NORD DELLA WEST BANK. non ha bisogno di commenti, MA SENTO CHE SIA IMPORTANTE PERMETTERE ALL'ECO DELLE SUE GRIDA E DEL SUO STATO D'ANIMO E DEI SUOI SENTIMENTI, DI FARSI SENTIRE, IN OGNI FORMA POSSIBILE ED IMMAGINABILE. lUI, IN RAPPRESENTANZA DEL SUO POPOLO E DI TUTTI QUELLI I CUI DIRITTI NON SOLO VENGONO CALPESTATI, MA IGNORATI E LASCIATI CADERE NEL SILENZIO daL RESTO DEL MONDO. E ANCHE NOI SIAMO il resto del mondo...
dear Friends how are you all ? i hope that you are very well and things are okay .i am in Palestine now i left Italy because i finished my master but the situation her is not good !its very difficult situation !!!where i live in the north of west bank in Jenine .palestine there is no salary (money )withe people!!!no rods no body secure!!no enough medicine!!no Job!!!and the Israeli occupation stile in our cites. and we cant do any thing!!!what we can do?.where is the international community ??where is the world to stop this ??and to make peace ??and to stop this violence!! we are tiered of the world silence .we are humane like you and we want to live like any body in the world !!!!!!!!!???????????????? its very important message pleas read it car fully you can understand .........!!!!!!!!!!!!!!!!!! really i don't know what to say ??????????????? but i think that the free world accept this !!!!!!!!! because we are terrorists !!!???????? we have allot to do together and every one to take his responsibility...violence cant solve any problem ,,,we are as Palestinian our hope peace and freedom . miss you all ,,,take car of your self all the best odeh amarneh Palestine - Jenine
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scritto da paola accardo alle ore 18:14
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cambio di prospettiva
In questi giorni di intenso studio interrotto bruscamente da incandescente week-end come ai tempi della buona vecchia estate 2005, cerco di attingere emozioni da azioni-dimostrazioni-necessità espressive di persone mai conosciute, ma che amano farsi conoscere proprio per questi importanti opere artistiche. LA mia sintonia emotiva col mondo esterno è mutato, ho temuto per un po' di aver accantonato l'assimilazione (per me vitale) di emozioni e sensazioni, in realtà, ho poi accreditato la mia "teoria": le emozioni sono ciò che rendono la vita tale.
Impaurita dunque da un temuto svuotamento interiore, ho cambiato prospettiva nell'osservare me stessa...
ed ho scoperto che ho semplicemente mutato (nonché ampliato) prospettiva nell'attingere acqua fresca. Per intenderci... niente rubinetto, solo acqua di torrente.
I rubinetti sono gli individui, le persone con le quali potrei interagire, con le quali comunico, che ignoro, alle quali penso, e così via. L'acqua di torrente è invece ciò che le persone producono o meglio, hanno prodotto, con grande slancio emotivo o semplicemente comunicativo il loro essere acqua. Chiamatela come meglio preferite, a me piace chiamarla Arte, ovvero tutto ciò che rappresenta la più pura espressione di sé stessi, del proprio essere attraverso un mezzo visivo, uditivo, tattile, olfattivo, gustativo.
In questi giorni ho dunque assorbito in gran parte o quasi esclusivamente la linfa vitale, - quella vera, quella sincera, quella potente che rimane dentro e si plasma al fine di plasmare la propria interiorità di ulteriore arricchimento - da forme artistiche. A me più congeniali, più vicine e sentite.
Ecco che le esposizioni d'arte nei musei di Torino mi hanno emozionato. Sono perfino riuscita a vedere il verde-blu del travolgente "Visioni Simultanee" di Boccioni esposto ancora per poco alla GAM di Torino, nel delizioso risotto ai frutti di mare, colorato con una roba acquistata in farmacia (nulla di tossico...). Vi assicuro che il colore era simile. Sono riuscita ad emozionarmi davanti ad un risotto. Ho mangiato pennellate di Boccioni. Ed ero felice.
Sbirciare dentro alla Biblioteca Reale di Torino mi ha fatto battere il cuore. La custode mi ha chiesto se mi sentissi male. Le ho sorriso con il profumo del legno antico e l'odore potente e prezioso di secoli di parole su carta ingiallita.
Attingere emozioni da ciò che ci emoziona alla vista o al tatto e così via, dona felicità. Perché si tratta di soddisfazione di piaceri personali, che non cozzano con le persone. Ciò che io chiamo ARTE è una scoperta con relativa sensazione del tutto disinteressata, reale perché giunge direttamente alla realtà del piacere immediato e perdurante. Stimola il sorriso, o il pianto, comunque una reazione del tutto umana generata da un contatto intimo con sé stessi.
Cerchiamo troppo spesso conferme ed emozioni dagli altri (spesso addirittura da chi non ce le può o vuole dare), quando invece la prima fonte per questa necessità è nei nostri piaceri e desideri intimi e personali. LA semplicità è la prima via verso la felicità. E la felicità è comunque dentro noi stessi
A proposito di emozioni, questi sono alcuni versi di una canzone che adoro, altra fonte di emozione e risposte
E mai, mai, mai paura che meno ne hai, meno ne avrai non devi aver paura la vita che vuoi prendila! Goditi il silenzio, porta novità ma è pur sempre il rumore che ti sveglierà E mai, mai, mai paura che meno ne hai, meno ne avrai non devi aver paura la vita che vuoi prendila! Lasciami il tuo sogno, lo vivrò per te però poi non ti lamentare, sei così Non è la fortuna che ce l'ha con te hai due mani da usare, allora usale Lasciami il tuo sogno, lo vivrò per te E mai, mai, mai paura che meno ne hai, meno ne avrai non devi aver paura la vita che vuoi prenditela.
Mercanti di Liquore
Emozionatevi, sempre e comunque, il mondo è impregnato delle arti che amiamo, di pezzi di sogno che ben colti ed assemblati si identificano con la realizzazione dei nostri. Basta aprire gli occhi, e sé stessi verso sé stessi
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scritto da paola accardo alle ore 00:42
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Dichiarazione d'Amore
Assenza, lunga assenza,
estraniamento,
piccolo accenno ad un tradimento che chissà se mai verrà perdonato.
Lontananza, distacco.
Silenzio,
silenzioso vivere senza con Lui parlare,
senza parlare attravero Lui di me.
Abuso della Sua forma più basilare, uso essenziale,
senza sbilanciarmi troppo,
quasi a trattenermi in un non forzato ma istintivo tacere
senza guardarLo dritto negli occhi,
gli occhi più sinceri esistenti,
quegli occhi che se ce li hai dentro allora non smettono mai di guardarti e di innamorarti ad ogni scorrere fluido di palpebra.
Talvolta si ignora l'emozione più forte
quella che brulica e che invade a grandi leccate
e pervade notti e giorni.
E' meraviglioso essere innamorati. Se lo si è. E' triste temere che possa accadere, innamorarsi. E' tristemente umano temere di essere innamorati e qundo lo si è, fingere di non esserlo.
Un silenzio lungo due mesi,
eccomi qui allora, a dichiarare apertamente di quanto io non possa smettere di AmarTi,
prezioso adorato Inchiostro,
ho provato a tradirTi,
ignorarTi,
abbassare gli occhi innanzi ai Tuoi,
lasciarmi scivolare addosso l'emozione delle Tue emozioni che si mescolano alle mie dita,
senza prima strofinarle delicatamente con trasporto e passione, per sentirTi respirare.
Ed ora che Ti scrivo, ora che mi scrivo ...
Giunta nuovamente a Te,
voglio poggiare il Tuo sale su ferite aperte, affinchè io possa sentirTi intensamente, violentemente,
essere certa che la massima espressione dell'essere, Tu aulico Inchiostro,
faccia ancora parte di ogni mia molecola, di ogni cellula che compone i miei tessuti, di ogni intensità del mio cuore, ogni ritmo,
di ogni gusto del mio sorridere,
pensare,
creare,
mutare la realta che vedo, che vivo, che desidero in immagini di forme,
melodiosi accostamenti di passi di matita,
soffi di fiato, arte, arte di parole,
parole che divengono Arte con l'emozione.
Ed in Scrittura, vivi e ti ammiro.
E con parole, perfetti versi in crezione e bellezza, della creazione più umanamente eccelsa che
un uomo, Dante Alighieri, abbia mai partorito,
mi congedo,
con una riverenza delle mie palpebre ed un nobile sorriso.
Amor ch' a nulla amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
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scritto da paola accardo alle ore 01:31
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spettacolo
Udite Udite Gente!!!
Domani sera grande debutto,
domani sera si pesta, si solca, si accarezza e bacia il palcoscenico,
accorrete gente! Emozioni, adrenalina e degustazione d'aria recitata, raccontata, qualificata, realizzata e personalizzata,
parole, azioni, reazioni e improvvisazioni (non mancano mai...), nonchè i sospirati imprevisti,
ognuno col cuor suo, voce sua, eccitazione e piedi, sì,
piedi e mani che disegnano impalcature per personaggi che si deformano in maschere,
genuine, autentiche, maschere di personaggi che non nascondono gli attori, ma ne raccontano una parte,
un dito,
un capello,
un sorriso,
una spalla,
uno sguardo,
e poi sensazioni e dipinto interiore...
Buon divertimento a tutti, amici, conoscenti, amanti, sconosciuti, confidenti, intolleranti, parenti e serpenti,
per tutti voi un briciolo della nostra arte, tutta per voi...!
applausi scroscianti... (impegnatevi per questo... oltre a quelli spontanei!)
e noi FUSI ORARI... tanta merda!!!
attori miei... vi amo follemente!
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scritto da paola accardo alle ore 01:37
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21Marzo
E' arrivata la Primavera.
Il cielo splende di luce profumata, esseri dotati di ali si godono lo spettacolo di terra fertile lentamente partorire colori, dall'alto. Loro hanno sempre un posto in prima fila, e quando si stancano della noia umana, allora possono fare a meno di guardarci.
Gli umani no, non hanno questa facoltà importante...
Dunque, la Primavera,
la mia stagione preferita,
si rinasce, ci si dipinge di espressioni più calde,
gli occhi riflettono una luce più nitida che smussa gentilmente i contorni troppo netti e ruvidi,
l'aria si colora di profumi anonimamente estasianti e la pelle inizia a cercare Sole, eccelso conquistatore.
Si respira di più, a Primavera,
ai cespugli si rinfoltisce la chioma, agli alberi crescono capelli e peli e nidi,
a noi donne parte il disboscamento perchè ci si inizia a scoprire un po' di più, buttandosi alle spalle la brina che si depositava sotto a collant e pesanti jeans.
Ah! la Primavera!
Dormienti Menti umane escono da un lungo letargo per ritrovarsi improvvisamente travolti da un turbinio di molecole folleggianti
che stuzzicano ormoni, impollinano nasi e lasciano il seme dell'Ammmmore!Tutti rintronati a Primavera, svegliatevi bambine!
Che delirio la Primavera.
Ah! La Primavera!
I gatti smiagolano sotto le finestre,
gli innamorati sviolinano sotto i balconi e
bionde trecce vengono gettate dalle finestre.
Ah, la Primavera! Veneri nude che in piedi su conchiglie addolciscono di sguardi l'aere,
e l'aere volge il proprio sguardo alla medesima dolcezza. Poesia baciata, alternata e incatenata è questa amena stagione,
soave immagine Botticelliana che impregnò tela e mondo intero della grazia Primaverile che da oggi sui nostri cuor, nonchè capi, eppur corpi incombe!
BElla la Primavera. LA Prima, Vera stagione.
Oggi, 21 marzo 2006, primo giorno di Primavera,
il SOle non è ancora pronto, gli uccellini si stanno ancora schiarendo la voce, l'aria è ancora "fresca" e umidiccia...
PAzientate, gente, pazientate!E se la pazienza non ha ancora fatto di voi, come dei forti, una virtù,
allora rileggete quanto appena letto, oppure, create da voi la vostra Primavera...
Come tutte le cose, Basta Crederci!
La fantasia è una piacevole guerra per realizzare cambiamenti.
Felice Primavera!!!
un sentito ringraziamento al Gabbiere, per le sue consulenze colorifere in diretta. Un aiuto prezioso e certamente affascinante...
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scritto da paola accardo alle ore 17:32
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qualunque
Una serata in compagnia.
Facce che sorridono, facce che pensano, facce che guardano scorrere immagini senza poterle ascoltare, facce stupite dalla schietezza di un atto naturale, naturalmente illustrato dalla bocca sensuale di una donna. Facce allegre ed altre annoiate, facce che si incrocriano nella loro fisionomia e con la loro fisionomia si scontrano, si ignorano, si attraggono. Facce, solo facce ovunque, di una serata qualsiasi, in un posto qualsiasi, con un' atmosfera qualsiasi, in una notte qualsiasi.
Una normalità qualsiasi,
che svuota ogni qualsiasi di quelle forze ambiziose e affascinanti e belle e talvolta travolgenti, quelle forze che convogliano nel vortice del sentito, del percepito, del tremante e dell'appassionante, quell'uragano che dà aria nuova alla vita, che coinvolge Cervello, Cuore, Pelle, sangue, Anima, rendendola così degna di essere vissuta.
Noia. Formalità. Dovere e potere. Abitudine.
Veleno che imprigiona un essere vivente alla propria esistenza. Esistere non è vivere.
Esistere è farsi trascorrere dal tempo,
è lasciar consumare il proprio gusto dallo sgranocchiare del tempo,
lenta destinata condanna a giorni senza svolte,
senza cambiamenti,
senza coraggio. Dominata dalla paura, dalle abitudini.
Abitudine non è libertà. Soffocare istinti e forti emozioni, sopprimere ciò che davvero si vuole e si desidera è decidere di non essere liberi, o decidere di esistere e non di vivere.
Vivere è vita.
Correre è vita, mangiare di gusto è vita. Sorridere è vita, mettercela tutta per raggiungere uno scopo è esemplare ed ammirevole ma godersi quanto ottenuto è vita.
E' vita parlare, comunicare,
Comunicare è vita, con segni, parole, danze e canzoni,
con immagini e scritti,
con i silenzi,
con la pazienza e con la rabbia, segnali di fumo, gesti e azioni.
Comunicare è soddisfare una fondamentale esigenza sociologica umana e
comunicarsi è dare alla propria anima ragione di esistere. E cibo per vivere.
Una normale notte,
vite qualsiasi che incrociano vite qualsiasi.
Una notte che toglie, dopo che lo stesso buio ha dato.
Un'altalena oscillante
che nel suo normale movimento, tocca il punto massimo di elevazione e poi di vicinanza estrema con la terra. Vivere ed Esistere.
Buonanotte alla notte, che attende la venuta vicina del mattino con incessante pioggia,
dolce regalo al giorno che viene,
freschezza, solleticante precipitare, buon camuffatore di lacrime,
acqua che lava via senza mai trascinare con sé ciò che dentro rimane.
Un profondo intenso stralcio di vita, entrato, assorbito, penetrato, come la
pioggia entrata, assorbita, penetrata nella terra.
E indelebile è la vita che deposita. Inevitabilmente,
terrificantemente, straordinariamente,
naturalmente indelebile.
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scritto da paola accardo alle ore 07:06
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Notturne
Un sogno per chi dorme,
una realtà per chi sogna senza sonno.
Un tramonto per chi non vede mai la Notte, per chi non la vive,
per chi non si è mai bevuto la sua oscurità.
Un sipario tirato dalla Bella Luna
per chi nella Notte non vuole addormentarsi
ma sospira innanzi alla sua presenza... accanto alla presenza di un altro essere della Notte.
Stelle che brulicano di esaltante Paradiso,
stelle che si spengono in una lacrima scesa da chi nella Notte piange, silenzioso,
per non farsi sentire dalla propria vita. E l'indomani si sveglia come se la Notte fosse stata una morte cui segue una nuova rinascita. Una rinascita triste, desolata. Una rinascita destinata a morire, poichè già morta dentro.
Stelle, Luna
e poi l'asfalto che bruno corre veloce sotto le auto, navicelle che trasportano l'adrenalina di corpi che si sono scatenati tutta la Notte, senza fermare nemmeno una parte del corpo, senza frenare nessuna energia vivente dentro,
muoversi, perchè fermarsi è quiete. è ascoltare. è ascoltare sé stessi.
muoversi, per sentirsi vivi,
muoversi, come ad avere la convinzione che in tal modo si diventi luce. Una luce che non lascia sola la Notte.continua...
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scritto da paola accardo alle ore 02:13
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C'è chi...
C'è chi l'amore lo cerca, disperato come un pazzo,
come se domani fosse il suo ultimo giorno da vivo e così spera di morire avendo conosciuto l'amore.
C'è chi l'amore lo cerca e poi lo trova ma non lo vede, chi l'amore lo vede e lo ignora,
chi con l'amore si consola, si spaventa e brrr brivido di terrore per chi dell'amore, con timore, ne vede già la fine, ne teme la fine.
Chi ama e poi smette, senza motivo senza ragione. Dice.
Chi dell'amore ne fa un grido di battaglia, chi ne fa un Credo, chi ne fa il massimo pregio di Dio. E forse in Dio nemmeno ci crede. Chi ama e non sa di essere amato dunque si eclissa dietro il proprio amore senza vedere l'altra faccia della luna e nel buio si perde e l'amore diventa tristezza.
C'è chi poi odia l'amore, buffo ossimoro che mi fa schiudere adesso gli occhi, fermare a respirare un po' più a fondo perchè il buffo resta sempre dentro un po' a tutti...
C'è chi ama ed è felice e si dimentica di tutto il resto quindi presto non sarà più felice e smetterà di amare.
C'è chi ama per caso, per passare il tempo, per non sentirsi solo, per usare la parola amore. Dunque non ama.
C'è chi amava e ora non ama più. E non lo vuole vedere.
Chi corre forte a perdifiato forte come il vento per ascoltare solo l'aria e il dolce sussurro del vento per azzittire quella voce dentro che non fa che ripetere L'amo... L'amo...continua...
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scritto da paola accardo alle ore 13:25
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Abominevoli Menti
Metti delle menti.
Metti delle menti, intelligenti, alcune di più delle altre. Metti delle menti creative e determinate, alcune più creative e determinate delle altre.
Metti menti interessanti.
Infaticabili.
La mente umana è in grado di produrre pensieri e azioni meravigliosi.
Mi chiedo come mai, troppo spesso, cervelli fatti della stessa materia siano in grado di creare banalità e idiozie, o volendo esagerare, abominevoli pensieri come l'Uomo delle nevi. continua...
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scritto da paola accardo alle ore 00:07
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Genesi
Col tempo l'usuale forma aveva subito mutazioni, dapprima lievi deformazioni, irrilevanti gonfiori che quasi riuscivano a nascondersi senza farsi troppo notare... poi lentamente il tutto iniziò ad accentuarsi, la presenza iniziò ad affermarsi nel precedente anonimato che Li avevano caratterizzati fino ad allora, ponendo con decisione il proprio segno sui forti ma timidi accenni preesistenti.
Biglie colorate, che imprigionarono ciocche di colore nella trasparenza del vetro divennero palle da giocoliere, morbide e leggere. Poi fu la volta delle bocce, inizialmente quelle da spiaggia, appariscenti per il Loro colore reso lucente dal mare e dal sole d'estate, che rappresentò uno stadio importante della Loro crescita, un accenno di libertà durata tutta una stagione che vide sfumare il Loro trinfo dall'abbandono di una forma nuova, obsoleta e ruvida: le bocce. Assumere le sembianze di bocce è chiaro sintomo di rilassatezza tendente alla rassegnazione, dovuto all'abbandonare sé stessi in mani rugose e stanche tanto da mantenere intatto il grigiore metallico e la pesantezza dell'esistenza dell'"essere Boccia".
Poi finalmente, dopo una ricaduta bocciofila, ecco che la mutazione sfociò in palle da baseball, robuste, veloci, compatte, dalla cucitura solida e coraggiosa, un coraggio che permise Loro di evadere dalla condizione precedentemente descritta. Si riusciva piuttosto bene a ... volare... uno dei loro obiettivi maggiori. Ma Essi volavano troppo rapidamente e così tanto, troppo sfuggiva senza poter essere prima conosciuto o almeno sfiorato.
L'evoluzione assunse altre forme: palla colorata, troppo infantile e ingenua seppur ricca di sincerità e allegria, palla da calcio e pallavolo, troppo doloroso e poco comunicativo che non lasciava spazio al diritto di replica.
Poi fu la volta della rotondità destinata al canestro, ma la direzione era univoca, a senso unico e per Loro la flessibilità era vitale. continua...
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scritto da paola accardo alle ore 00:39
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paola accardo |
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